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Cos’è il trading sugli Indici e come funziona?

Indices /
Milan Cutkovic

Cosa sono gli indici?

Gli indici sono uno strumento per misurare la performance di un insieme di asset. Nel trading questo concerne le società quotate in borsa e il prezzo delle loro azioni.

Uno degli indici azionari più performanti e conosciuti a livello mondiale è l’indice di Dow Jones. L’indice Dow Jones Industrial Average (DJIA) registra le performance delle 30 più grandi società statunitensi quotate in borsa. Se il prezzo medio dei titoli azionari di queste 30 società aumenta, anche l’indice DJIA sale. Se invece il prezzo medio scende, anche l’indice DJIA scende.

Che cos’è il mercato degli indici azionari?

Il mercato degli indici azionari è il mercato in cui gli indici azionari, e i prodotti finanziari correlati, vengono contrattati. Questo mercato è formato da un gruppo di principali azioni, di diversi Paesi e vari settori.

Di seguito abbiamo riportato una lista degli indici azionari più conosciuti a livello internazionale. Molti di questi sono le cosiddette azioni “blue-chip”. Quando si parla di aziende blue-chip si fa riferimento alle aziende più solide, considerate leader di mercato nel loro settore, il cui valore di capitalizzazione ammonta anche a miliardi di dollari.

  • Dow Jones Industrial Average: Questo è uno dei principali indici di riferimento della borsa di New York ed è composto dalle 30 più grandi società americane quotate in borsa.
  • S&P 500: Si tratta dell'indice azionario più famoso in America, il quale comprende i titoli azionari delle 500 più grandi aziende americane quotate in borsa.
  • EURO STOXX 50: L’EURO STOXX 50 è l’indice azionario delle principali 50 società dell'euro zona quotate in borsa. Si può considerare come l’equivalente europeo dell’indice Dow Jones.
  • Nasdaq 100: Uno degli indici più seguiti a livello mondiale; il Nasdaq 100 comprende le aziende leader mondiali in ambito tecnologico. Nonostante il nome dell’indice, i titoli azionari facenti parte del Nasdaq 100 sono 101 e sono stati emessi dalle 100 più importanti aziende non-finanziarie quotate sul NASDAQ.
  • FTSE 100: Questo indice rappresenta le 100 aziende più capitalizzate quotate alla borsa di Londra.
  • DAX 40: Si tratta dell’indice azionario più importante in Germania, costituito dalle 40 più grosse aziende tedesche quotate alla borsa di Francoforte.
  • CAC 40: è un indice che rappresenta le 40 società blue-chip quotate alla borsa di Parigi.
  • Nikkei 225: L’indice di riferimento sul mercato giapponese. Si tratta di un indice ponderato sulla base del prezzo delle 225 principali azioni blue-chip della borsa di Tokyo (TSE).
  • Hang Seng: indice che registra l’andamento delle 73 più grandi aziende quotate alla borsa di Hong Kong.
  • ASX 200: questo indice è il benchmark del mercato australiano. È costituito dalle 200 aziende australiane con il più elevato mercato di capitalizzazione quotate in borsa.

Cos’è il trading sugli indici?

Il trading sugli indici consiste nell’acquisto e vendita di un determinato indice del mercato azionario. I trader speculano sull'aumento o la diminuzione del prezzo di un indice, che determinerà l'acquisto (long) o la vendita (short).

È importante capire che un indice rappresenta unicamente la performance di un gruppo di azioni; fare trading sugli indici non significa quindi acquistare un'effettiva azione sottostante ed entrarne in possesso. Si tratta di negoziare la performance media o i movimenti di prezzo di un insieme di azioni. Quando il prezzo dei titoli azionari emessi da società appartenenti a un determinato indice sale, anche il valore dell’indice aumenta. Al contrario se il prezzo scende, il valore dell’indice diminuisce.

Per comprendere a fondo cosa significa fare trading sugli indici è necessario osservare i fattori che causano i movimenti di prezzo.

Il movimento dei prezzi degli indici dipende principalmente da forze esterne. I prezzi tendono a diminuire nei momenti di incertezza, che influenzano e indeboliscono anche la sfera economica di un Paese. Alcuni dei fattori che hanno un impatto sul prezzo degli indici sono:

  • Notizie internazionali: Eventi quali disastri naturali, pandemie, instabilità politica, conflitti e guerre possono avere una forte ricaduta sugli indici. In alcuni casi questi fenomeni non si limitano a un solo un Paese (ad esempio il Giappone in seguito al terremoto) ma possono essere di portata mondiale (ad esempio, una guerra tra due o più Stati).
  • Notizie economiche: Eventi e incontri economici della banca centrale per stabilire i tassi, i libri paga non agricoli, gli accordi commerciali e gli indicatori di occupazione possono avere un forte impatto sugli indici. Alcune di queste aree di competenza potrebbero riguardare un unico indice: ad esempio, i dati sull'occupazione nel Regno Unito avrebbero un impatto principalmente sul FTSE 100 (l’indice azionario principale sul mercato Britannico). Eventi come gli incontri della banca centrale degli Stati Uniti potrebbero avere un impatto di portata globale sul prezzo degli indici, essendo che il dollaro americano è la valuta dominante a livello internazionale.
  • Variazione nella composizione degli indici: Quando una società viene aggiunta o rimossa da un indice azionario, questo può influire sul prezzo dell’indice stesso. Generalmente una variazione di questo tipo gioca a vantaggio degli investitori, poiché garantisce solo alle aziende solide di far parte dell’indice. Un esempio è l’azienda Kodak, un tempo famosa per la produzione di macchine fotografiche. Per lungo tempo la Kodak ha fatto parte dell’indice Dow Jones e S&P 500, fino a quando è stata rimossa da entrambi a causa delle continue difficoltà e di una perdita sensibile della capitalizzazione di mercato.
  • Notizie riguardanti le società: I risultati sugli utili, le fusioni e le acquisizioni, i cambiamenti di leadership e altre importanti notizie relative a un’azienda possono influenzare l'indice di cui la società fa parte. Maggiore è il peso della società, maggiore sarà l’impatto della notizia sull'indice. Ad esempio, l'annuncio da parte di Apple di aver ottenuto risultati migliori del previsto avrebbe un impatto positivo sia sull'indice S&P 500 che sul NASDAQ 100.

 

Come funziona il trading sugli indici?

Quando fai trading sugli indici è importante sapere che esistono due tipi di operazioni: i CFD a pronti e i CFD futures. La differenza principale tra i contratti a pronti e i contratti futures (detti anche contratti a termine) è che i primi non ha una data di scadenza; al contrario dei contratti futures che sono contratti a termine, la cui data di scadenza è conosciuta come “rollover”. I contratti futures sono di fatto un accordo tra un acquirente e un venditore sul prezzo che dev’essere versato dall’acquirente in una data futura prestabilita.

Esistono due principali tipi di operazioni sugli indici:

  • CFD a pronti su indici: Essendo caratterizzati da spread più bassi basati sul prezzo spot, i CFD a pronti su indici sono più adatti al trading a breve termine. I trader di CFD a pronti (Contract for Difference) tendono a chiudere le posizioni aperte a fine giornata per riaprirle poi il giorno successivo, evitando così di pagare le spese di mantenimento overnight.
  • CFD futures su indici: Con un contratto basato su un prezzo per la consegna futura, le operazioni in CFD futures sugli indici sono preferite dai trader interessati a investire sul medio e lungo termine. Ciò dipende dal fatto che questo tipo di transazione non incorre in commissioni overnignt o swap.

Un esempio di trading di CFD su indici:

Immaginiamo che l’indice FTSE sia attualmente scambiato a 6659,97 punti.

Gli indicatori tecnici ti indicano un segnale di entrata, sulla base di un sentiment positivo nei confronti dell’indice FTSE, e decidi di acquistare un lotto. La dimensione di questa posizione è di 1$ di profitto o perdita per ogni punto di movimento del valore dell’indice.

Due giorni dopo, come anticipato, l’indice FTSE è salito a 6701.97 punti. Per calcolare il tuo profitto è necessario sottrarre al di chiusura il prezzo di apertura:

(6701.97 - 6659.97) x USD$1 = USD$42.

Nota: Nell’esempio precedente il profitto è calcolato nella valuta della regione di riferimento, che corrisponde anche a quella dell’indice. Tuttavia, con la maggior parte dei broker, i profitti e le perdite vengono automaticamente convertiti nella valuta del tuo conto in tempo reale, in base al tasso di cambio corrente.

Qual è il timeframe ideale per fare trading sugli indici?

Ci sono alcuni momenti durante la settimana di trading in cui i volumi e i prezzi del mercato tendono a essere più attivi, perché il mercato tiene conto di tutte le notizie e gli eventi avvenuti in seguito alla precedente chiusura. Per i trader più esperti, l'intervallo tra le 9:30 e le 10:30 ET è uno degli orari migliori della giornata, in quanto è caratterizzata da maggiori movimenti nel minor tempo possibile.

Bisogna anche considerare che i diversi indici vengono negoziati in orari diversi, a seconda della borsa di riferimento. Se siete alle prime armi con il trading, vi consigliamo di non operare in questi frangenti orari, in cui l'alta volatilità può causare rapide fluttuazioni dei prezzi. Tuttavia questo può essere il momento ideale per apprendere, osservando e analizzando il comportamento del mercato.

L'orario ottimale per fare trading è semplicemente quello di apertura dei mercati nei diversi fusi orari. Questo perché i mercati degli indici azionari non operano continuamente come il mercato valutario; è necessario quindi scegliere il momento più adatto per aprire una posizione.

 

Perché fare trading sugli indici?

Gli indici ti offrono l’opportunità di fare trading seguendo la direzione del mercato nel suo insieme.

Ad esempio, se secondo le tue previsioni gli Stati Uniti entreranno in una recessione, registrando un declino del mercato interno, sarebbe poco sensato e costoso aprire posizioni short su vari mercati. Tuttavia potresti aprire una posizione di vendita CFD su Dow Jones 30 e trarre profitto da eventuali ribassi dell’indice.

Gli indici azionari permettono inoltre di diversificare il tuo portafoglio. Potresti sentirti più a tuo agio a operare solo su una categoria di asset (ad esempio il forex), ma se ti accorgi che la tua strategia di trading non funziona più, magari a causa di una scarsa volatilità dei prezzi, potresti testare la tua strategia su altri prodotti.

Il mercato degli indici è un mercato liquido, ciò significa che sono adatti sia a operazioni di trading a breve che a lungo termine.

 

Come fare trading sugli indici

Chiunque disponga di un computer o uno smartphone e una connessione internet può investire sugli indici. Il trading sugli indici si può svolgere cinque giorni a settimana ed è possibile iniziare investendo una piccola somma di denaro. Qui trovi una guida step-by-step su come fare trading sugli indici:

  1. Scegli un broker affidabile: Cerca un broker regolamentato e autorizzato a svolgere il ruolo di intermediario, che abbia una buona reputazione e che ti dia la possibilità di fare trading su tutti gli indici di tuo interesse.
  2. Apri un conto trading: Dopo aver scelto il broker, devi aprire un conto di trading. Questa operazione dovrebbe essere semplice e gratuita. Ricorda che un broker affidabile ti chiederà di verificare la tua carta d’identità per questioni di sicurezza.
  3. Versa dei fondi sul conto: Dopo la verifica del conto, dovrai depositare del denaro che ti servirà per fare trading. Molti broker accettano versamenti nelle principali valute, tra cui USD, EUR e GBP.
  4. Scegli su quale indice fare trading: Dopo che avrai versato i soldi sul conto potrai scegliere su quale indice intendi fare trading. Tra gli strumenti più comuni vi sono l’indice Dow Jones 30, S&P 500, DAX 40, e FTSE 100.
  5. Delinea una strategia di trading: Prima di entrare in un trade devi decidere quale sarà la tua strategia di trading. Questo consiste nello stabilire quanto capitale investire, impostare ordini di stop-loss e take-profit e individuare la tua “tolleranza” al rischio. Dovresti inoltre ragionare su quanto sei disposto a perdere nel caso in cui la direzione di mercato sia sfavorevole.
  6. Apri una posizione: Dopo aver delineato la tua strategia, puoi iniziare a fare trading. Per fare ciò dovrai stabilire l’ammontare che intendi investire, scegliere la direzione del tuo trade (acquisto o vendita) e impostare ordini di stop-loss e take-profit.
  7. Monitora la tua posizione: Dopo aver aperto la tua prima posizione dovrai monitorarne l’andamento per assicurarti che segua le tue previsioni. Puoi chiudere la posizione in qualsiasi momento, sia per ottenere guadagni che per limitare le perdite.

Come regola generale, se non hai esperienza nel trading su indici, è importante apprendere come funziona il mercato e i rischi connessi. Dovresti inoltre valutare di iniziare investendo un capitale minimo, in modo limitare le perdite.

 

Vantaggi del trading sugli indici

Vi sono molteplici ragioni per cui gli indici sono stati e continuano a essere uno strumento su cui sia trader neofiti ed esperti decidono di investire. Ovvero:

  • Ampia esposizione sul mercato: Fare trading sugli indici ti consente di accedere a un paniere diversificato di azioni e asset, fornendo un’istantanea del mercato in generale o di un settore specifico.
  • Flessibilità: Operare sugli indici offre una grande flessibilità in termini di strategie di trading. La possibilità di andare long o short si traduce nell’opportunità di beneficiare sia dei movimenti al rialzo che al ribasso dei prezzi degli indici, a seconda della tua posizione.
  • Capitale iniziale minimo: Per iniziare a fare trading sugli indici è sufficiente investire una somma minima di denaro; inoltre i costi sono inferiori rispetto al trading sui contratti futures veri e propri.
  • Un unico conto: Ti basta aprire un solo conto di trading per accedere ai vari indici internazionali, inclusi gli indici ASX 200, Dow Jones, Hang Seng, Nikkei 225 e DAX 30.
  • Diversificazione finanziaria: Puoi investire su diversi titoli, riducendo l’impatto delle singole azioni sul tuo portafoglio.
  • Accessibilità: Il trading su indici ti dà l’accesso a mercati che potrebbero essere difficili o costosi da accedere direttamente, come i mercati internazionali o determinati settori.
  • Costi inferiori per le transazioni: Rispetto al trading sulle singole azioni, fare trading sugli indici azionari comporta costi ridotti per le transazioni, in quanto con una sola posizione puoi accedere a un’ampia gamma di titoli.
  • Leva finanziaria: Molti prodotti di trading sugli indici, come i futures e i CFD, sono prodotti a leva, che ti consentono di controllare una posizione più grande con un capitale ridotto. Lo strumento della leva amplifica sia i profitti che le perdite.
  • Liquidità: Gli indici più importanti sono solitamente caratterizzati da una forte liquidità, come risultato di un gran numero di acquirenti e venditori presenti nelle negoziazioni. Ciò consente un'esecuzione efficace delle operazioni con uno slippage minimo.
  • Hedging: Il trading di indici può essere utilizzato a scopo di copertura per compensare eventuali perdite su altre posizioni. Ad esempio, se il vostro portafoglio è caratterizzato da una forte componente azionaria, potete utilizzare i futures sugli indici per proteggervi da eventuali ribassi del mercato.

Svantaggi del trading sugli indici

  • Volatilità: Il trading su indici può essere estremamente volatile, in quanto soggetto a improvvise e notevoli fluttuazioni di prezzo. Questa caratteristica può tradursi in profitti ma anche perdite importanti, a seconda delle condizioni di mercato.
  • Orari di negoziazione limitati: Il trading sugli indici segue tipicamente gli orari di mercato della borsa di riferimento dell'indice in questione. Ciò significa che i trader devono rispettare delle limitazioni, in termini di orari, per entrare o uscire dalle posizioni, il che può essere uno svantaggio per coloro che preferiscono operare al di fuori degli orari tradizionali di negoziazione o su altri mercati, attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
  • Rischio maggiore di gap di mercato: Poiché il trading sugli indici non si può fare 24h al giorno, 5 giorni a settimana, ma solo in determinate fasce orarie, il rischio di grandi gap di mercato è più elevato che nel forex. Alcuni trader scelgono quindi chiudere le loro posizioni prima della chiusura del mercato.
  • Rischi della leva: Se da un lato la leva amplifica i profitti, dall’altro aumenta i rischio di subire perdite sostanziali. Per un trader inesperto potrebbe essere complicato gestire i rischi associati all’utilizzo della leva.
  • Minor controllo sulle performance: Essendo che gli indici includono molteplici titoli, i trader hanno un controllo ridotto sull’andamento di ogni singolo titolo facente parte dell’indice. Anche se un singolo titolo all'interno di un indice registra una performance eccezionale, il suo impatto sull'indice complessivo può essere minimo, o viceversa.
  • Impossibilità di avvalersi dell’analisi fondamentale: Il trading sugli indici si basa molto più spesso sull’analisi tecnica e i trend di mercato, piuttosto che sull’analisi fondamentale dettagliata di ogni singolo titolo azionario. Dover quindi capire se dei titoli sono sottovalutati o sopravalutati può risultare più complesso per un trader, che baserà la sua valutazione sulle performance finanziare o altri fattori correlati all’azienda che ha emesso questi titoli.

 

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I contenuti di questo sito sono forniti puramente a scopo informativo e non devono essere interpretati come una raccomandazione o un’offerta di acquisto o vendita di qualsiasi titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a qualsiasi strategia di trading. Il presente sito non tiene conto delle vostre risorse, della vostra situazione finanziaria nonché dei vostri obiettivi di investimento. Qualsiasi riferimento alle performance di operazioni di trading e previsioni passate non costituiscono in alcun modo garanzia di rendimenti futuri. Axi non si assume alcuna responsabilità in merito all’accuratezza e completezza dei contenuti presenti in questo sito. I lettori sono pregati di rivolgersi ai propri consulenti di fiducia.

FAQ


Come vengono calcolati i prezzi degli indici?

Oggi è diventato più facile calcolare il prezzo degli indici azionari, grazie all’utilizzo di metodi come la capitalizzazione di mercato, che misura il valore totale in dollari delle azioni emesse da una società quotata in borsa, e la formula del costo medio ponderato.

Per calcolare questo valore è necessario moltiplicare il numero delle azioni di una società per il loro attuale valore di mercato. Con questo metodo le grandi società con un valore di mercato più elevato hanno un peso maggiore sul valore dell'indice a cui appartengono, rispetto alle piccole società con un valore di mercato inferiore. Infatti eventuali cambi di valore di queste azioni avranno un impatto importante sull’attuale valore dell’indice stesso.


Qual è la differenza tra trading su indici e trading su azioni?

Fare trading su azioni significa negoziare azioni di società specifiche, ciascuna delle quali ha un determinato prezzo. Quando acquisti un’azione questa viene trasferita dal venditore a te, che acquisti e possiedi realmente il titolo azionario.

Fare trading su indici azionari invece consiste nel negoziare un paniere di azioni, che fanno parte di uno stesso indice, e che costituiscono un unico strumento finanziario. L'indice tiene traccia di un paniere di titoli che vengono utilizzati come indicatori di una rappresentazione complessiva dell'intero mercato azionario (come l'S&P 500), oppure possono essere un dato segmento di una borsa, come quello tecnologico (NASDAQ).


Il trading sugli indici è redditizio?

Vi sono vari aspetti da considerare per valutare se il trading sugli indici potrebbe essere redditizio per te, ma è comunque possibile avere successo. I profitti del trading variano naturalmente a seconda delle scelte operate dal trader e a seconda delle condizioni di mercato. Quando i mercati sono volatili, i movimenti dei prezzi sono maggiori e quindi il potenziale di profitto o perdita è più alto.


Quali sono i migliori indici su cui investire?

Mentre gli investitori a lungo termine, che investono su fondi pensione, seguono l'andamento degli indici, i trader a breve termine speculano sull’andamento degli indici. Se volete iniziare a fare trading sugli indici, ecco alcuni degli indici più popolari da prendere in considerazione:

  • Dow Jones Industrial Average(US 30) 
  • Standard & Poor’s 500 (S&P 500) 
  • Nasdaq (Composite e Nasdaq 100) 
  • FTSE 100 (FTSE 100) 


Qual è il coefficiente massimo di leva quando faccio trading di CFD su indici?

I trader ricorrono alla leva quando vogliono accedere a contrattazioni di valore elevato, ma possono investire una somma ridotta di capitale. Il trading con leva consiste nel prendere in prestito una somma di denaro da chi dispone delle risorse finanziare, solitamente da un broker, e acquistare e vendere strumenti di trading. Il coefficiente massimo di leva disponibile per conti di trading standard in questo caso varia da Paese a Paese.


Quali sono le migliori strategie di trading sugli indici?

Non esiste una strategia migliore delle altre per questo tipo di trading; dovrai individuare e adottare una strategia che sia in linea con il tuo stile di trading e i tuoi obiettivi di investimento. Studia le strategie di trading più famose, come la tattica del position trading e del breakout, per cercare di trovare quella che fa al caso tuo.

Indipendentemente dalla strategia, fare trading sugli indici comporta rischi e costi inferiori rispetto al trading sulle singole azioni, consentendoti di ottenere un portafoglio più diversificato, con variazioni di prezzo meno volatili. Poiché molti dei principali indici azionari sono indicatori economici affidabili a livello nazionale e globale, i trader possono utilizzare efficaci tattiche di trading sugli indici per ottenere un vantaggio competitivo.


Posso vendere i futures prima della data di scadenza?

Sì, puoi vendere i futures prima della loro scadenza. Non sei obbligato ad attendere la scadenza per vendere i contratti futures; molti trader chiudono i loro contratti prima di questa data. Per fare questo puoi stipulare un contratto con segno opposto, che di fatto annulla l’accordo precedente, o vendere il contratto.


Quali sono i margini e i tick sugli indici?

Il margine richiesto per gli indici azionari in Axi partono da un minimo di 0,5%. Le dimensioni dei tick sono variabili, come indicato nella Scheda di prodotto.

I tick sugli indici sono le fluttuazioni minime di prezzo stabilite da una borsa. Le dimensioni dei tick sono indicate nelle "specifiche del contratto futures" stabilite dalle borse dei futures in giro per il mondo, e sono tarate per garantire mercati liquidi ed efficienti attraverso uno spread tick-bid-ask.



Milan Cutkovic

Milan Cutkovic

Milan Cutkovic ha oltre otto anni di esperienza nel trading e nell'analisi di mercato su forex, indici, materie prime e azioni. È stato uno dei primi trader accettati nel programma Axi Select, che identifica profili di grande talento e li assiste nello sviluppo professionale.

Oltre a essere un trader, Milan scrive analisi giornaliere per la comunità di Axi, utilizzando la sua vasta conoscenza dei mercati finanziari per fornire spunti e commenti unici. Aiuta gli altri ad avere più successo nel trading per passione e condivide le sue competenze contribuendo a realizzare eBook di trading completi e pubblicando regolarmente articoli educativi sul blog di Axi.

Il suo lavoro viene spesso citato e menzionato in numerose pubblicazioni finanziarie di rilievo, tra cui Yahoo Finance, Business Insider, Barrons, CNN, Reuters, New York Post e MarketWatch.

Puoi trovarlo su:  LinkedIn


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